auto cinese.jpgLa Cina sta imboccando una nuova via per trasformare la sua industria automobilistica in una potenza mondiale: comperare una delle fabbriche di motori più sofisticate al mondo, smontarla pezzo per pezzo, trasportarla dall’altro capo del mondo e ricomporla sul suolo amico.
Nella più recente esemplificazione pratica delle ambizioni manifatturiere della Cina, l’importante azienda cinese Lifan Group, in accordo col Partito Comunista, sta trattando per acquistare dalla DaimlerChrysler e dalla Bmw una fabbrica di motori per automobili situata in Brasile. Il presidente della Lifan, il signor Yin, ha affermato che a causa della sofisticatezza dell’impianto, per la Lifan è più semplice spostarlo in blocco a 15.000 km di distanza, piuttosto che sviluppare una propria tecnologia nel suo hub industriale situato nell’ovest della Cina.
Se l’acquisto andasse a buon fine (è ancora presto per dirlo), la Cina potrebbe sopravanzare concorrenti come la Corea del Sud nel raggiungere Giappone, Germania e U.S.A. nella vendita di alcune delle automobili presenti sul mercato che consumano meno, quali la Honda Civic e la Toyota Corolla.
Il fallimento cinese dello sviluppo di una propria versione di motori sofisticati e affidabili è stato il maggiore ostacolo tecnico che hanno dovuto fronteggiare i produttori automobolistici cinesi nel tentativo di ammodernamento mirato alla preparazione dell’export negli U.S.A ed in Europa.
Il presidente Yin ha detto di voler riassemblare la fabbrica in un’area sgombra limitrofa al suo impianto di assemblaggio di automobili. Il suo obbiettivo è quello di capire e sviscerare a fondo la tecnologia che verrebbe indirettamente acquisita con l’acquisto della fabbrica, così da fornire in seguito i motori non solo alla Lifan, ma anche ad altri produttori automobilistici cinesi.

All’epoca dell’Impero Romano, il principio di base della strategia diplomatica, politica ed economica di Roma era “se non puoi conquistare i tuoi nemici, fatteli amici”. A distanza di duemila anni le aziende cinesi sembrano voler seguire la medesima tattica, adattandola ad aspirazioni di sviluppo industriale e conquista di nuove ed importanti fette di mercato. Nessuno finora probabilmente aveva avuto l’idea folle ed ardimentosa di trasferire in blocco un intero impianto altamente sofisticato da un continente ad un altro, che ricorda quando da piccoli si gioca con il Lego e con il libretto delle istruzioni si può costruire un qualunque oggetto avendo a disposizione semplicemente tutti i pezzi necessari.
La lucida genialità (o follia) sta anche nel sapere bene quali sono i vantaggi in termini di costo del lavoro se l’impianto utilizza lavoratori brasiliani o cinesi.
Questa notizia da un lato fa tremare i polsi, perchè ci fa capire come la crescita industriale e l’organizzazione cinese sia così potente dal riuscire ad escogitare delle scorciatoie impensabili pur di aggirare qualunque forma di ostacolo. D’altro lato ci fa capire come la Cina abbia un tallone d’Achille che le aziende nostrane e straniere dovrebbero sfruttare, cioè l’innovazione tecnologica, vale a dire quell’insieme di conoscenze d’alto livello, teoriche e pratiche, non facilmente replicabili nè copiabili. Non è pensabile infatti che i cinesi possano sempre comprare a peso d’oro tutto ciò che non conoscono, azzerando in breve tempo il gap tecnologico che li separa dall’Occidente.
Non è neppure pensabile nè auspicabile che l’Occidente stesso si venda così facilmente, spalancando la porta al nemico con tanta facilità.
Bisogna augurarsi che la Chrysler e la Bmw non cedano alla tentazione cinese di vendere questo prezioso impianto, perchè così facendo darebbero un preoccupante segnale per il futuro, facendoci diventare come quegli “amici” di quell’antica massima romana: amici colonizzati e subordinati senza necessità d’invasione militare.

Hit parade dello stupro

18 February 2006

stupro_donna_inf--200x150.jpgE’ meno grave lo stupro di una minorenne, se la vittima, anche se di appena 14 anni, ha già ‘avuto rapporti sessuali’. Lo ha stabilito la Terza sezione penale della Cassazione, secondo cui e’ lecito ritenere che i danni subiti siano piu’ lievi in chi ha gia’ avuto rapporti con altri uomini. ‘La sua personalita’ dal punto di vista sessuale, spiegano gli ‘ermellini’, e’ molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età’.

Il limite più evidente di chi professa il mestiere di giudice/avvocato è quello di dare la sensazione a volte di vivere in un mondo parallelo, freddo e rigido come un teorema di trigonometria, popolato da codici e codicilli che vagano privi di dignità e soggetti a giudizi netti tagliati con l’accetta. Un mondo da giudicare ed eventualmente punire non anche con le leggi del buonsenso e della sensibilità umana, ma unicamente con le ineffabili ed incontrovertibili verità scritte nei tomi del codice penale. Pare ogni tanto che questa categoria di professionisti del giudizio si creda seduta su altissimi scranni da cui osservare con superbia ed arroganza le vicissitudini degli altri poveri mortali.
Dal loro scrigno magico ora emerge che esiste la classifica delle violenze sessuali, che dipendono non solo dall’effettiva gravità dei fatti, ma addirittura dal livello di esperienze sessuali della vittima. Come dire che se una minorenne ha avuto la sventura di concedere volontariamente le sue grazie magari a qualche suo coetaneo (nessuno glielo vieta fino a prova contraria), poi è meglio per lei barricarsi in casa, in quanto qualunque maniaco pervertito d’ora in poi potrà trastullarsi con il suo corpo godendo di una sorta di semi immunità. Per questi giudici quindi qualunque essere di sesso femminile che non arrivi vergine alla maturità, è da considerarsi come una poco di buono che tutto sommato merita persino di essere stuprata. Si, perchè solitamente la parola “stupro” indica un rapporto sessuale non consenziente: che ci sia scritto nelle supreme tavole delle verità contemplate con sufficenza dai giudici? A questi ultimi auguriamo di tutto cuore che alle loro figlie non solo non capiti mai la tremenda disgrazia di incappare in uno di questi lupi affamati di sesso, ma neppure il tragico ed assurdo destino di veder giudicato il proprio stupro da uno di questi boriosi sapientoni dal cuore di ghiaccio.

IO o DIO?

17 February 2006

372143_anima.jpgIn Italia e in Europa si va ’sempre piu’ affermando’ una cultura ‘chiusa a Dio’. Lo ha detto il Pontefice Benedetto XVI. Ratzinger, ricevendo in udienza i padri gesuiti della Civiltà Cattolica, denuncia l’avanzata di filosofie basate sul ‘relativismo individualista e dallo scientismo positivista’. I cattolici sono ‘chiamati a compiere’, ha detto il Papa, un grande sforzo per ’sviluppare il dialogo con la cultura odierna e aprirla ai valori perenni della Trascendenza’.
Le parole del Papa dovrebbero fermare per qualche istante il nostro frenetico andirivieni quotidiano, invitandoci a riflettere su alcune caratteristiche sempre più evidenti della società in cui viviamo. Questo indipendentemente dalla personale credenza più o meno religiosa in qualcosa o qualcuno.

Il 1° tema è quello del relativismo individualista, in cui siamo immersi ogni giorno ovunque volgiamo lo sguardo. “Io o Dio?” qualcuno potrebbe chiedersi. Siamo spinti da noi stessi e da un bombardamento mediatico alla ricerca esasperata dell’affermazione individuale a tutti i costi, all’emergere dalla massa, all’assomigliare ad artificiali modelli di stereotipato successo, al vincolarci a valori di pura apparenza ed esteriorità, al negare e celare la nostra stessa natura pur di urlare al mondo “Io ce l’ho fatta!”. Il mondo però costantemente ci illude di ascoltarci e guardarci, in realtà un istante dopo già si è dimenticato di noi e dei nostri miraggi interiori. Nessuno vuol dire con ciò che il destino del singolo individuo sia quello del rimanere fermo e inerme, sarebbe un delitto. L’individuo deve crescere, cercando di realizzare le proprie aspirazioni e sfruttare i propri talenti, perchè è nella natura dell’uomo seguire questi istinti, ma senza esasperare le sconfitte e senza magnificare le vittorie, perchè il confine tra buio e luce e sottile e solo con un atteggiamento equilibrato e sensato si evitano dolorose cadute e feroci depressioni. Solo con un pizzico di umanità in più si può riuscire a distinguere la differenza profonda tra le teoriche fortune e le vere sfortune, solo così forse capiremo quando sarà veramente il caso di lamentarci dei nostri affanni oppure di stare dignitosamente in silenzio pensando a chi veramente soffre.
Il 2° tema è quello dello scientismo positivista, che si traduce nell’incessante proliferare di sette, santoni, confraternite, maghi, maghette, furbastri e teleimbonitrici che riempiono le teste vuote di persone facilmente suggestionabili ed impressionabili con un’incredibile sequela di stupidaggini spacciate per verità assolute scese dal Cielo e gentilmente offerte a schiere di ingenui creduloni. Le persone innanzitutto dovrebbero cercare dentro di sè la propria natura (con pregi e difetti) e le proprie verità, perchè la fede non è un articolo in vendita al supermercato, da guardare e poi in caso da rimettere sullo scaffale se non ci piace. L’unico risultato che otterremo così facendo sarà quello di vagare inebetiti con un carrello in mano riempiendolo con tutto ciò che sarà abilmente collocato in bella vista per attirare la nostra attenzione. Cosa faremo quando poi avremo consumato tutto ciò che avevamo portato a casa in lucidi sacchetti di plastica? Ci sentiremo sazi o correremo di nuovo al supermercato come in preda ad una crisi di astinenza di coscienza? Stiamo diventando tossicodipendenti, dove la nostra droga non è una polvere bianca ma un positivismo artificioso con cui sentirci in pace con noi stessi per qualche ora, fino a quando la dose cessa di fare effetto.
Individualismo sfrenato e positivismo di facciata, due automobili fiammanti che sfrecciano parallele nel buio della ragione e della dignità umana, tendendo all’inevitabile urto frontale col muro del nulla interiore.

L’inferno dei pusher

15 February 2006

droga 01.jpgTre ergastoli nel processo ai ‘nove di Bali’, un gruppo di australiani arrestati in Indonesia per traffico di eroina. Le pene inflitte nel processo sono state molte severe: sette condanne all’ergastolo e due condanne a morte. Gli imputati, tra i quali una donna, sono giovani dai 19 ai 28 anni. L’Indonesia reprime con severita’ il consumo e il traffico di stupefacenti. Alcuni trafficanti, anche stranieri, sono stati condannati a morte e giustiziati.

E poi noi in Italia abbiamo il coraggio di lamentarci della nuova legge sulla droga varata dal governo uscente? E’ un buffetto sulla guancia rispetto a quanto avviene in Indonesia e dovremmo prendere esempio da come si regolano a Bali e dintorni, il vero meritato inferno dei pusher. Quante persone vengono uccise ogni anno dalla dipendenza della droga? Quanti criminali speculano sulle sofferenze e sulla penosa condizione di questi tossicodipendenti? Bene che paghino col carcere duro, come minimo. Vediamo poi per pura curiosità se il numero di drogati continuerà a salire o se casualmente inizierà a calare drasticamente.
Sarebbe solo un esperimento scientifico, con il quale comunque ci toglieremmo dai piedi qualche decina di sporchi spacciatori: male alla salute non fa.

Giudici, terroristi e topi

15 February 2006

kingkong.jpgIn Germania la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la legge che da’ facolta’ alla difesa di abbattere gli aerei. L’Alta Corte ha cosi’ accolto il ricorso presentato da alcuni deputati, che avevano contestato il provvedimento approvato dal Parlamento come misura antiterrorismo. La legge in questione consente al ministero della difesa di ordinare l’abbattimento di aerei passeggeri eventualmente dirottati e usati contro obiettivi civili.

Il protagonismo dei magistrati allora è una caratteristica comune a questa categoria di lavoratori, non riguarda solo l’Italia come qualcuno poteva credere. Nel Belpaese un giudice ha ben pensato di scarcerare un individuo accusato di far parte di un gruppo terroristico, non per mancanza di prove, ma perchè a suo vedere era solo un innocuo appartenente alla Resistenza. In quanto tale, perciò onesto cittadino che ha diritto di progettare legalmente attentati all’estero per manifestare contro chi occupa il suo paese.
In Germania ora dei giudici in sostanza dicono ai terroristi “i nostri aerei civili sono a vostra disposizione, fatene buon uso e ci raccomandiamo che prendiate bene la mira quando vi lancerete su vostri obbiettivi, non vorremmo mai che non riusciste a centrare il bersaglio”.
Stiamo arrivando al paradosso che pur di non avere guai con l’estremismo islamico stiamo stendendo loro un lungo e morbido tappeto rosso, cospargendolo di petali di rose al loro passaggio. Quanto sta succedendo in giro per il mondo a causa della manipolazione mediatica e populistica delle vignette su Maometto non sta insegnando nulla a noi ingenui occidentali imbevuti di facile e stupido buonismo? Si è combattuta una sanguinosa guerra mondiale per difendere le nostre libertà e i nostri diritti, siamo forse diventati tutto d’un tratto dei poveri codardi che si rintanano nel vicolo cieco della tolleranza a tutti i costi? I topi fanno sempre una brutta fine quando i gatti li usano come giocattoli scaccia-pensieri.

s.valentino.jpgAlmeno 5 mln le coppie che festeggiano S.Valentino con scambi di doni, o cene o ristoranti per un giro di affari di oltre 1 mld di euro. E’ la stima di Intesaconsumatori, per la quale ‘la festa degli innamorati si e’ trasformata in festa dei commercianti’. E così, a tutela delle coppie, ha fatto una classifica dei doni il cui prezzo e’ maggiormente aumentato rispetto al 2005 avvertendo: ‘Vietato acquistare cioccolatini il cui prezzo al kg aumenta fino al 750% solo perché a forma di cuore’.

La mercificazione dei sentimenti prosegue nella sua malinconica crescita a ritmi sempre più vertiginosi e sempre più banalmente descritta e misurata da fredde cifre, percentuali, tabelle, flussi ed ogni qualsivoglia strumento tipico delle società di statistica. Il cuore, nella sua accezione astratta legata alla sfera affettiva, sta perdendo la sua poesia e la sua carica emozionale. Si sta trasformando invece in un insipido titolo di Borsa soggetto a sbalzi improvvisi, a speculazioni, a dissertazioni adatte alle pagine de “Il Sole 24 Ore”, non certo ai sentimenti dei veri innamorati, con i loro patemi e i loro sogni luminosi.
Da festa degli innamorati a festa dei commercianti, con le loro furbizie ed astuzie mirate a massimizzare il profitto, a questo siamo arrivati. Di cosa ci sorprendiamo? San Valentino è solo uno degli specchi in cui si riflette la società in cui viviamo, sempre più materialista e mercificata, i cui protagonisti, cioè noi, sono incasellati in rigidi ed anonimi ruoli da interpretare ogni santo giorno, in una sorta di virtuale Matrix dove si nasce, si vive e si muore senza accorgersi che la vita ci scivola tra le dita nell’incapacità di coglierne i veri sapori. Corriamo su dei binari precostituiti, che ci portano solo in predeterminate stazioni, mentre il paesaggio scorre rapido e confuso all’esterno dei finestrini su cui stancamente appoggiamo le nostre teste martellate da messaggi subliminali.
Tiriamo il freno d’emergenza del nostro treno e corriamo liberi al di fuori di queste gabbie mentali, magari mano nella mano della persona che amiamo e con la quale ogni breve minuto è un prezioso ed irripetibile San Valentino.

La dieta di Saddam

14 February 2006

saddam.jpgL’ex presidente Saddam Hussein ha iniziato da tre giorni uno sciopero della fame assieme agli altri sette coimputati. L’ex rais lo ha detto questa mattina nell’aula del tribunale speciale dove prosegue il processo a suo carico e di altri sette ex alti gerarchi del deposto regime.

La storia della civiltà umana ha visto spesso sorgere all’orizzonte dei pericolosi, sanguinari ed invasati dittatori supremi, così come poi regolarmente li ha visti tramontare in modo clamoroso. Anche in questa particolare categoria del genere umano esistono sostanziali differenze: dittatori con una dignità e dittatori codardi. Se si pensa ad Hitler, pur nella scontata condanna del suo delirio, bisogna dargli atto di non essere fuggito con la coda tra le gambe, ma di essere rimasto fieramente al suo posto di comando pur con i carriarmati russi a 500 metri dal suo bunker, credendo fieramente fino all’ultimo di poter ancora vincere. Sappiamo poi che ha posto onorevolmente termine alla sua vita, quasi ricalcando le orme dei soldati giapponesi che onorano il nemico vittorioso con un coraggioso harakiri.
Saddam al contrario rientra tra i dittatori vili, privi di valore e di onore, che fin quando hanno le mani libere distruggono migliaia di vite umane credendosi onnipotenti e intoccabili. Non appena però vengono deposti, non solo si nascondono pateticamente in un buco sottoterra come dei vermi viscidi, ma in aggiunta si mettono a piagnucolare di fronte ai giudici invocando chissà quale trattamento speciale che li differenzi dai comuni mortali. La cosa peggiore per Saddam non sarà restare senza cibo per qualche giorno (un pò di dieta non guasterà viste le abbuffate del suo recente passato), ma convivere con i fantasmi di tutti coloro che ha sterminato senza pietà. Tutto questo fino al momento in cui la Giustizia con la “g” maiuscola farà calare definitivamente il sipario su questo penoso attore.

La frontiera dei Pacs

13 February 2006

PACS.jpg‘Il Prc avrebbe voluto i pacs nel programma dell’ Unione…, fa sapere Bertinotti all’indomani della presentazione del testo dell’Unione. ‘Siamo stati costretti ad un compromesso’, commenta il leader di Rifondazione. Contro la formula-compromesso scelta dai leader dell’Unione che punta a tutelare solo il singolo e non la coppia di fatto si scaglia anche la Rosa nel Pugno:’L'Unione ci ripensi’. Anche lo Sdi critica il compromesso: “i pacs sono la nuova frontiera di liberta”.

I pacs come nuova frontiera di libertà? A leggere tali affermazioni viene da pensare come il concetto di libertà sia sempre più confuso e bistrattato, un armadio pieno di vestiti da cambiare a seconda delle previsioni del tempo. Rispettando pienamente i diritti degli omosessuali, i pacs sembrano più che altro il crepuscolo del concetto di famiglia e dei suoi fondamentali valori intrisechi. Critichiamo con forza e spesso a ragione il mondo islamico, con tutti i suoi vincoli comportamentali e le sue rigide regole morali, ma bisogna ammettere che almeno i musulmani difendono con vigore le loro tradizioni ed i valori più profondi, come quello della famiglia e dell’educazione dei figli. Ci siamo mai chiesti se l’intolleranza che dimostrano verso il mondo occidentale non sia solo una questione di credo religioso, ma anche una più semplice repulsione per la nostra deriva libertaria?
Il confine tra conquiste dei diritti umani e sfaldamento dei doveri civici ed etici è un filo molto sottile e noi forse lo stiamo sfilacciando ogni giorno di più.

Refugium peccatorum

13 February 2006

bisceglia_fedele--200x200.jpgPadre Fedele, il sacerdote ai domiciliari con l’accusa di avere violentato una suora, ha accettato la candidatura al Senato. Lo ha detto il leader della lista Diritti civili, Franco Corbelli, che gli ha proposto la candidatura. Stamani Corbelli si e’ recato nel convento di Belvedere Marittimo dove padre Fedele e’ ai domiciliari. Il frate firmera’ il modello per l’accettazione solo dopo avere ricevuto l’autorizzazione dalla magistratura.

E’ proprio vero, la politica è il più grande e squallido “refugium peccatorum”, come dicevano gli antichi Latini, sotto il cui tendone circense tutti possono esibirsi e fare i pagliacci, senza offesa per i clown professionisti.
Cosa non si fa per strappare qualche voto in più, cosa non si fa per coprirsi di ridicolo, cosa non si fa per cercare di ripulire la propria coscienza di fronte all’opinione pubblica, che di certo non è infallibile, ma non è mai del tutto stupida ed ingenua.
Padre Fedele, vada a confessarsi, possibilmente inginocchiato sui ceci e che Dio non si vergogni troppo del suo rappresentante in saio.

Uomo in mare!

13 February 2006

nave.jpgPer almeno 3 anni, ha agito una organizzazione dedita al traffico di immigrati che la Polizia ha smantellato colpendo il vertice organizzativo.Per arrivare in Italia, principalmente sulle coste siciliane, pagavano tra i mille e i 1.500 euro a persona, per intraprendere viaggi lunghi in condizioni disumane. Quattro le persone arrestate dagli investigatori delle squadre mobili di Roma ed Agrigento, tre cittadini sudanesi ed un libico hanno gestito lo sbarco in Sicilia di un migliaio di clandestini.

Qualcuno in Italia vive ancora nella convinzione, nell’illusione o nella semplice utopia che si debba dare libera accoglienza a chiunque voglia entrare nel nostro Paese. Sia che la cosa avvenga in modo lecito nel rispetto delle leggi, sia che ciò avvenga sottobanco sfidando qualunque forma di legalità. Qualcuno vive in un virtuale mondo idilliaco in cui non vi è alcuna differenza tra l’immigrazione legale basata sulla sicurezza di un impiego e quindi di una fonte di sostentamento “pulita”, e l’immigrazione clandestina gestita dalla criminalità che rimpingua le proprie sporche tasche sulla pelle di poveri disperati, che spesso vanno a fare compagnia alle conchiglie sul fondo del mare.
Il controllo e la regolamentazione dell’immigrazione non è una questione di cinismo, di mancanza di civiltà o di insensibilità nei confronti di chi intravvede una possibilità di redenzione economica e sociale. E’ una forma di protezione e di difesa sia dei cittadini sia degli stessi immigrati. L’incolumità e la sicurezza dei primi non possono essere messe in pericolo da soggetti che, per mancanze di alternative, sono costretti ad atti criminosi per non morire di fame. La vita stessa dei secondi non può essere messa alla mercé di criminali privi di scrupoli che considerano gli essere umani come carne da macello da vendere al mercato.
Preferiamo una persona povera ma dignitosamente viva e libera nel suo paese d’origine oppure un corpo inanime sbattuto dalle onde del mare mentre con i suoi soldi qualcuno festeggia in lontananza? Morire da schiavi è profondamente disumano, il terrore di qualunque persona sana di mente.