Morte di un eroe in Africa
19 March 2006
Un missionario italiano originario dell’Alto Adige e’ stato rapinato e torturato, con due suore del posto, nella sua missione in Sudafrica.Il sacerdote, Karl Kuppelwieser di 72 anni, e’ stato torturato insieme alle due suore con acqua bollente. I banditi fanno parte di una banda tristemente nota in Sudafrica. Gli atti di violenza sarebbero stati una ritorsione per aver trovato poco denaro nella missione.
Notizie come queste dovrebbero farci meditare sul grande coraggio e sull’infinita fede e fiducia nel prossimo che contraddistingue i missionari, come un vestito che calza a pennello. La fede religiosa è un prisma composto da molte facce, spesso in posizione opposta tra loro. Alcune facce non riflettono la luce, ma la assorbono con un suono sinistro e cupo: questo è il caso del fondamentalismo islamico, ovverosia l’esasperazione ideologica e insensata del proprio credo. Altre facce al contrario riflettono i raggi luminosi in modo così accentuato che potrebbero accecare anche gli scettici che non credono in nulla, neanche nella propria ombra. Questi missionari, spesso dimenticati dal mondo civile, combattono ogni giorno una vera guerra di sopravvivenza contro forze malvagie che quotidianamente ne mettono a rischio la loro stessa incolumità. E questo sempre con il sorriso sulle labbra e con una fede incrollabile nel lato buono e positivo delle persone, con la convinzione inattaccabile del riuscire a far venire a galla tale lato.
Quand’è però che ci si ricorda dell’esistenza di questi veri e propri eroi? Non tutti i giorni pensando alla loro incredibile opera, ma solo quando qualcuno di loro perde la guerra arrivando al sacrifico ultimo, cioè la sua stessa vita. Nella nostra vita frenetica che tutto consuma e tutto travolge, dedichiamo 30 secondi al giorno al pensiero di questi missionari, loro sicuramente ci sentiranno e ci regaleranno un sorriso.