deathpenalty4.jpgIn Algeria e’ al vaglio del ministero della giustizia una proposta di legge per abolire la pena di morte. Lo ha affermato Farouk Ksentini, presidente della Commissione nazionale per la protezione dei diritti umani. Dal ‘93 nessuna condanna e’ stata piu’ eseguita. Nei giorni scorsi e’ stato anche graziato e scarcerato Abdelhak Layada, uno dei piu’ celebri condannati a morte dell’Algeria, tra i fondatori del Gia, il piu’ radicale dei gruppi integralisti armati.

Anni fa l’espressione “integralismo” era ancora un concetto rarefatto, confinato in alcune ristrette zone geografiche che parevano a noi distanti e lontane. Anche culturalmente e storicamente. Una di queste era l’Algeria, dove quotidianamente avvenivano dei veri e propri massacri, delle carneficine spesso inconcepibili ed immotivate, testimoniate da immagini raccapriccianti che lasciavano interdetti noi occidentali. Queste forti emozioni duravano però lo spazio di qualche minuto, giusto il tempo perchè si passasse alla notizia successiva. Non avevamo ancora capito cosa stava nascendo proprio lì vicino a noi: un movimento di fanatici religiosi che uccidevano all’urlo di “Allah è grande”, precursori e pionieri degli attuali terroristi che imperversano ormai a tutte le latitudini.
Ora questa notizia ci dovrebbe far meditare, visto che nella culla della violenza estrema ora è praticata la non-violenza di Stato. Che l’Algeria possa essere un fulgido esempio di come combattere innanzitutto culturalmente queste derive di vuoto e delirante fanatismo? Che sia la dimostrazione del teorema per cui è solo partendo dal basso e dalle singole persone che si riesce quanto meno a moderare gli estremismi di ogni colore e genere? Forse questa volta abbiamo qualcosa da imparare da un Paese arabo.

IO o DIO?

17 February 2006

372143_anima.jpgIn Italia e in Europa si va ’sempre piu’ affermando’ una cultura ‘chiusa a Dio’. Lo ha detto il Pontefice Benedetto XVI. Ratzinger, ricevendo in udienza i padri gesuiti della Civiltà Cattolica, denuncia l’avanzata di filosofie basate sul ‘relativismo individualista e dallo scientismo positivista’. I cattolici sono ‘chiamati a compiere’, ha detto il Papa, un grande sforzo per ’sviluppare il dialogo con la cultura odierna e aprirla ai valori perenni della Trascendenza’.
Le parole del Papa dovrebbero fermare per qualche istante il nostro frenetico andirivieni quotidiano, invitandoci a riflettere su alcune caratteristiche sempre più evidenti della società in cui viviamo. Questo indipendentemente dalla personale credenza più o meno religiosa in qualcosa o qualcuno.

Il 1° tema è quello del relativismo individualista, in cui siamo immersi ogni giorno ovunque volgiamo lo sguardo. “Io o Dio?” qualcuno potrebbe chiedersi. Siamo spinti da noi stessi e da un bombardamento mediatico alla ricerca esasperata dell’affermazione individuale a tutti i costi, all’emergere dalla massa, all’assomigliare ad artificiali modelli di stereotipato successo, al vincolarci a valori di pura apparenza ed esteriorità, al negare e celare la nostra stessa natura pur di urlare al mondo “Io ce l’ho fatta!”. Il mondo però costantemente ci illude di ascoltarci e guardarci, in realtà un istante dopo già si è dimenticato di noi e dei nostri miraggi interiori. Nessuno vuol dire con ciò che il destino del singolo individuo sia quello del rimanere fermo e inerme, sarebbe un delitto. L’individuo deve crescere, cercando di realizzare le proprie aspirazioni e sfruttare i propri talenti, perchè è nella natura dell’uomo seguire questi istinti, ma senza esasperare le sconfitte e senza magnificare le vittorie, perchè il confine tra buio e luce e sottile e solo con un atteggiamento equilibrato e sensato si evitano dolorose cadute e feroci depressioni. Solo con un pizzico di umanità in più si può riuscire a distinguere la differenza profonda tra le teoriche fortune e le vere sfortune, solo così forse capiremo quando sarà veramente il caso di lamentarci dei nostri affanni oppure di stare dignitosamente in silenzio pensando a chi veramente soffre.
Il 2° tema è quello dello scientismo positivista, che si traduce nell’incessante proliferare di sette, santoni, confraternite, maghi, maghette, furbastri e teleimbonitrici che riempiono le teste vuote di persone facilmente suggestionabili ed impressionabili con un’incredibile sequela di stupidaggini spacciate per verità assolute scese dal Cielo e gentilmente offerte a schiere di ingenui creduloni. Le persone innanzitutto dovrebbero cercare dentro di sè la propria natura (con pregi e difetti) e le proprie verità, perchè la fede non è un articolo in vendita al supermercato, da guardare e poi in caso da rimettere sullo scaffale se non ci piace. L’unico risultato che otterremo così facendo sarà quello di vagare inebetiti con un carrello in mano riempiendolo con tutto ciò che sarà abilmente collocato in bella vista per attirare la nostra attenzione. Cosa faremo quando poi avremo consumato tutto ciò che avevamo portato a casa in lucidi sacchetti di plastica? Ci sentiremo sazi o correremo di nuovo al supermercato come in preda ad una crisi di astinenza di coscienza? Stiamo diventando tossicodipendenti, dove la nostra droga non è una polvere bianca ma un positivismo artificioso con cui sentirci in pace con noi stessi per qualche ora, fino a quando la dose cessa di fare effetto.
Individualismo sfrenato e positivismo di facciata, due automobili fiammanti che sfrecciano parallele nel buio della ragione e della dignità umana, tendendo all’inevitabile urto frontale col muro del nulla interiore.

Refugium peccatorum

13 February 2006

bisceglia_fedele--200x200.jpgPadre Fedele, il sacerdote ai domiciliari con l’accusa di avere violentato una suora, ha accettato la candidatura al Senato. Lo ha detto il leader della lista Diritti civili, Franco Corbelli, che gli ha proposto la candidatura. Stamani Corbelli si e’ recato nel convento di Belvedere Marittimo dove padre Fedele e’ ai domiciliari. Il frate firmera’ il modello per l’accettazione solo dopo avere ricevuto l’autorizzazione dalla magistratura.

E’ proprio vero, la politica è il più grande e squallido “refugium peccatorum”, come dicevano gli antichi Latini, sotto il cui tendone circense tutti possono esibirsi e fare i pagliacci, senza offesa per i clown professionisti.
Cosa non si fa per strappare qualche voto in più, cosa non si fa per coprirsi di ridicolo, cosa non si fa per cercare di ripulire la propria coscienza di fronte all’opinione pubblica, che di certo non è infallibile, ma non è mai del tutto stupida ed ingenua.
Padre Fedele, vada a confessarsi, possibilmente inginocchiato sui ceci e che Dio non si vergogni troppo del suo rappresentante in saio.

Maometto e i mass media

8 February 2006

vignetta maometto.jpgUn giorno di Settembre un vignettista realizza delle innocue vignette satiriche su Maometto e l’Islam. Un giornalista danese decide liberamente di pubblicarle sul suo quotidiano. Solamente mesi dopo “all’improvviso” il mondo arabo si accorge di questa grave offesa ai suoi principi morali e religiosi. Grazie anche ai moderni mass media (Internet in particolare) si diffonde a macchia d’olio e con una velocità incredibile il tam tam islamico, che incita chiunque a scendere in piazza, a bruciare le bandiere, ad assaltare le ambasciate, a minacciare gli Occidentali. L’ignoranza e l’indottrinamento fanno però sempre brutti scherzi ed un giovane delinquente pensa bene di entrare in una chiesa cattolica e di freddare a sangue freddo un prete raccolto in preghiera.
L’Imam di Milano intervistato da un giornalista del TG5, di fronte alla domanda “E’ peggio una vignetta su Maometto oppure l’omicidio di una persona?” si è trincerato dietro una cortina fumogena fatta di distinguo e di parole vaghe. Avrebbe avuto più coraggio a rispondere chiaramente che Maometto viene prima di tutto, tanto anche un ingenuo poteva capire qual era la sua opinione. Tutto ciò fa capire con chi abbiamo a che fare. Queste persone fedeli ad Allah non si accontentano di limitare le libertà religiose in casa loro, ma pretendono sempre più di influenzare e frenare il nostro libero arbitrio direttamente in casa nostra. Nelle democrazie esiste lo strumento della denuncia per diffamazione se qualcuno crede di essere stato offeso in qualche modo, ma tale strumento può essere esercitato solamente perchè esistono i tribunali, esiste la giustizia, esiste il diritto. Cosa esiste nell’Islam? Odio e rancore secolare.
Non dobbiamo farci imbavagliare da questi signori, oppure potremo dire addio alla nostra libertà. E non sottovalutiamo neanche per un attimo la potenza che oggi possono avere i mass media: in un battito d’ali le notizie si diffondono ovunque e possono diventare delle armi molto affilate.
Pensate se Hitler avesse avuto a disposizione Internet per infervorare le folle che si prostravano ai suoi piedi, neanche Maometto avrebbe potuto nulla contro di lui.