C’erano una volta le lettere
11 May 2006
Londra – Un sondaggio della Bbc mostra come carta e penna siano sempre piu' in declino, particolarmente tra i giovani, a favore di e-mail e sms. Questi sono gli strumenti preferiti per la comunicazione scritta, usati rispettivamente nel 50% e nel 39% dei casi, mentre si scrive a mano solo il 13% delle volte. Tra gli 'over 65', carta e penna rimangono ancora il modo di scrivere piu' frequente, mentre i giovani sotto i 24 anni se ne servono solo nel 5% dei casi.
Da piccoli, alle scuole elementari, le nostre adorate maestre ci insegnano non solo a scrivere, ma anche a disegnare le singole lettere delle parole nel modo più elegante possibile. Questo non per un freddo esercizio di stile, ma per rendere la nostra personalissima scrittura il più leggibile possibile alla gran parte dei nostri potenziali lettori, qualunque sia l'utilizzo finale del nostro elaborato. E come ben sanno i grafologi, ognuno di noi solca con la penna il foglio di carta in maniera del tutto unica, rivelando molti aspetti e sfaccettature della nostra personalità. Segni grafici che ci contraddistinguono in modo inequivocabile, come lo sono le impronte digitali per il nostro Dna.
A tutti noi sarà capitato almeno una volta nella vita di ricevere per posta ordinaria una lettera cartacea molto personale, magari di qualcuno a noi molto caro. L'emozione di vedere la busta nella buca delle lettere, aprirla con delicatezza, dispiegare il foglio, sentire il profumo della carta e dell'inchiostro. Vedere queste parole scritte manualmente e faticosamente, queste righe non perfettamente parallele tra loro, a volte crescenti a volte discendenti, come le onde di un mare di lettere che porta a riva un messaggio prezioso. E quando abbiamo terminato la lettura, ripieghiamo il foglio nella busta, che richiudiamo e conserviamo gelosamente in un cassetto come un'istantanea indissolubile della nostra vita.
Per non parlare di quando siamo noi stessi gli autori di una lettera, della cura che ci mettiamo nello scriverla, cercando di non fare errori d'ortografia che ne comprometterebbero il risultato, cercando di non macchiare il foglio e di non lasciare impresse le nostre impronte colorate dall'inchiostro debordante della penna che stiamo impugnando. Un'attenzione maniacale ai dettagli si potrebbe tranquillamente affermare.
Email… Sms… Mms… Strumenti moderni che rappresentano nuove ed interessanti forme di comunicazione, più agili, più veloci, più semplici. Prive spesso però di colore, di sapore, di emozioni d'un tempo. Quando scriviamo un'email importante ad una persona, proviamo ad immaginare che effetto farebbe se venisse scritta a mano su un comune pezzo di carta, con il nostro personalissimo stile estetico. Sicuramente avrebbe un impatto maggiore e non si perderebbe nei meandri dell'hard disk di un pc come una somma di pochi byte, ma resterebbe impressa nei ricordi del destinatario come quella spiaggia di emozioni solcata da onde di vocali e consonanti sgorgate dalla nostra penna.
Tv batte partner 35 a 6
25 March 2006
Per le donne tedesche i serial tv sono piu’ importanti del sesso, secondo un sondaggio della rivista femminile ‘Fuer Sie’ (Per lei). Nell’inchiesta, condotta su un campione di 1091 donne fra i 20 e i 45 anni, solo il 6% delle interpellate ha detto infatti di ritenere problematico rinunciare al sesso per un mese. Al contrario il 35% rinuncerebbe meno volentieri ai serial-tv. Il 23% non farebbe a meno della cioccolata, il 19% di un bel bagno con schiuma e il 17% dello sport.
Le donne tedesche senza dubbio non rientrano propriamente nell’immaginario erotico collettivo, né per motivi strettamente estetici né per passionalità. Le donne mediterranee sono un’altra cosa in poche parole da questo punto di vista. Premesso questo, lascia perplessi leggere che passare passivamente il proprio tempo davanti allo schermo di una televisione sia di gran lunga preferibile all’avere dei contatti fisici (e non solo) con una persona in carne ed ossa. Si preferiscono gli stereotipi dei protagonisti dei serial televisivi, quindi delle piatte immagini bidimensionali, al relazionarsi con vere persone in tre dimensioni, guardabili, toccabili, annusabili, respirabili, dialogabili e pure insultabili. Dove sta l’errore? Colpa delle donne che non sanno rendersi interessanti? Colpa degli uomini che non sanno esaltare la loro femminilità? Fatto sta che se una volta esistevano le bambole gonfiabili, ora esistono i partner a colori in 16/9.
Hit parade dello stupro
18 February 2006
E’ meno grave lo stupro di una minorenne, se la vittima, anche se di appena 14 anni, ha già ‘avuto rapporti sessuali’. Lo ha stabilito la Terza sezione penale della Cassazione, secondo cui e’ lecito ritenere che i danni subiti siano piu’ lievi in chi ha gia’ avuto rapporti con altri uomini. ‘La sua personalita’ dal punto di vista sessuale, spiegano gli ‘ermellini’, e’ molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età’.
Il limite più evidente di chi professa il mestiere di giudice/avvocato è quello di dare la sensazione a volte di vivere in un mondo parallelo, freddo e rigido come un teorema di trigonometria, popolato da codici e codicilli che vagano privi di dignità e soggetti a giudizi netti tagliati con l’accetta. Un mondo da giudicare ed eventualmente punire non anche con le leggi del buonsenso e della sensibilità umana, ma unicamente con le ineffabili ed incontrovertibili verità scritte nei tomi del codice penale. Pare ogni tanto che questa categoria di professionisti del giudizio si creda seduta su altissimi scranni da cui osservare con superbia ed arroganza le vicissitudini degli altri poveri mortali.
Dal loro scrigno magico ora emerge che esiste la classifica delle violenze sessuali, che dipendono non solo dall’effettiva gravità dei fatti, ma addirittura dal livello di esperienze sessuali della vittima. Come dire che se una minorenne ha avuto la sventura di concedere volontariamente le sue grazie magari a qualche suo coetaneo (nessuno glielo vieta fino a prova contraria), poi è meglio per lei barricarsi in casa, in quanto qualunque maniaco pervertito d’ora in poi potrà trastullarsi con il suo corpo godendo di una sorta di semi immunità. Per questi giudici quindi qualunque essere di sesso femminile che non arrivi vergine alla maturità, è da considerarsi come una poco di buono che tutto sommato merita persino di essere stuprata. Si, perchè solitamente la parola “stupro” indica un rapporto sessuale non consenziente: che ci sia scritto nelle supreme tavole delle verità contemplate con sufficenza dai giudici? A questi ultimi auguriamo di tutto cuore che alle loro figlie non solo non capiti mai la tremenda disgrazia di incappare in uno di questi lupi affamati di sesso, ma neppure il tragico ed assurdo destino di veder giudicato il proprio stupro da uno di questi boriosi sapientoni dal cuore di ghiaccio.
IO o DIO?
17 February 2006
In Italia e in Europa si va ’sempre piu’ affermando’ una cultura ‘chiusa a Dio’. Lo ha detto il Pontefice Benedetto XVI. Ratzinger, ricevendo in udienza i padri gesuiti della Civiltà Cattolica, denuncia l’avanzata di filosofie basate sul ‘relativismo individualista e dallo scientismo positivista’. I cattolici sono ‘chiamati a compiere’, ha detto il Papa, un grande sforzo per ’sviluppare il dialogo con la cultura odierna e aprirla ai valori perenni della Trascendenza’.
Le parole del Papa dovrebbero fermare per qualche istante il nostro frenetico andirivieni quotidiano, invitandoci a riflettere su alcune caratteristiche sempre più evidenti della società in cui viviamo. Questo indipendentemente dalla personale credenza più o meno religiosa in qualcosa o qualcuno.
Il 1° tema è quello del relativismo individualista, in cui siamo immersi ogni giorno ovunque volgiamo lo sguardo. “Io o Dio?” qualcuno potrebbe chiedersi. Siamo spinti da noi stessi e da un bombardamento mediatico alla ricerca esasperata dell’affermazione individuale a tutti i costi, all’emergere dalla massa, all’assomigliare ad artificiali modelli di stereotipato successo, al vincolarci a valori di pura apparenza ed esteriorità, al negare e celare la nostra stessa natura pur di urlare al mondo “Io ce l’ho fatta!”. Il mondo però costantemente ci illude di ascoltarci e guardarci, in realtà un istante dopo già si è dimenticato di noi e dei nostri miraggi interiori. Nessuno vuol dire con ciò che il destino del singolo individuo sia quello del rimanere fermo e inerme, sarebbe un delitto. L’individuo deve crescere, cercando di realizzare le proprie aspirazioni e sfruttare i propri talenti, perchè è nella natura dell’uomo seguire questi istinti, ma senza esasperare le sconfitte e senza magnificare le vittorie, perchè il confine tra buio e luce e sottile e solo con un atteggiamento equilibrato e sensato si evitano dolorose cadute e feroci depressioni. Solo con un pizzico di umanità in più si può riuscire a distinguere la differenza profonda tra le teoriche fortune e le vere sfortune, solo così forse capiremo quando sarà veramente il caso di lamentarci dei nostri affanni oppure di stare dignitosamente in silenzio pensando a chi veramente soffre.
Il 2° tema è quello dello scientismo positivista, che si traduce nell’incessante proliferare di sette, santoni, confraternite, maghi, maghette, furbastri e teleimbonitrici che riempiono le teste vuote di persone facilmente suggestionabili ed impressionabili con un’incredibile sequela di stupidaggini spacciate per verità assolute scese dal Cielo e gentilmente offerte a schiere di ingenui creduloni. Le persone innanzitutto dovrebbero cercare dentro di sè la propria natura (con pregi e difetti) e le proprie verità, perchè la fede non è un articolo in vendita al supermercato, da guardare e poi in caso da rimettere sullo scaffale se non ci piace. L’unico risultato che otterremo così facendo sarà quello di vagare inebetiti con un carrello in mano riempiendolo con tutto ciò che sarà abilmente collocato in bella vista per attirare la nostra attenzione. Cosa faremo quando poi avremo consumato tutto ciò che avevamo portato a casa in lucidi sacchetti di plastica? Ci sentiremo sazi o correremo di nuovo al supermercato come in preda ad una crisi di astinenza di coscienza? Stiamo diventando tossicodipendenti, dove la nostra droga non è una polvere bianca ma un positivismo artificioso con cui sentirci in pace con noi stessi per qualche ora, fino a quando la dose cessa di fare effetto.
Individualismo sfrenato e positivismo di facciata, due automobili fiammanti che sfrecciano parallele nel buio della ragione e della dignità umana, tendendo all’inevitabile urto frontale col muro del nulla interiore.
L’inferno dei pusher
15 February 2006
Tre ergastoli nel processo ai ‘nove di Bali’, un gruppo di australiani arrestati in Indonesia per traffico di eroina. Le pene inflitte nel processo sono state molte severe: sette condanne all’ergastolo e due condanne a morte. Gli imputati, tra i quali una donna, sono giovani dai 19 ai 28 anni. L’Indonesia reprime con severita’ il consumo e il traffico di stupefacenti. Alcuni trafficanti, anche stranieri, sono stati condannati a morte e giustiziati.
E poi noi in Italia abbiamo il coraggio di lamentarci della nuova legge sulla droga varata dal governo uscente? E’ un buffetto sulla guancia rispetto a quanto avviene in Indonesia e dovremmo prendere esempio da come si regolano a Bali e dintorni, il vero meritato inferno dei pusher. Quante persone vengono uccise ogni anno dalla dipendenza della droga? Quanti criminali speculano sulle sofferenze e sulla penosa condizione di questi tossicodipendenti? Bene che paghino col carcere duro, come minimo. Vediamo poi per pura curiosità se il numero di drogati continuerà a salire o se casualmente inizierà a calare drasticamente.
Sarebbe solo un esperimento scientifico, con il quale comunque ci toglieremmo dai piedi qualche decina di sporchi spacciatori: male alla salute non fa.
C’era una volta S.Valentino
14 February 2006
Almeno 5 mln le coppie che festeggiano S.Valentino con scambi di doni, o cene o ristoranti per un giro di affari di oltre 1 mld di euro. E’ la stima di Intesaconsumatori, per la quale ‘la festa degli innamorati si e’ trasformata in festa dei commercianti’. E così, a tutela delle coppie, ha fatto una classifica dei doni il cui prezzo e’ maggiormente aumentato rispetto al 2005 avvertendo: ‘Vietato acquistare cioccolatini il cui prezzo al kg aumenta fino al 750% solo perché a forma di cuore’.
La mercificazione dei sentimenti prosegue nella sua malinconica crescita a ritmi sempre più vertiginosi e sempre più banalmente descritta e misurata da fredde cifre, percentuali, tabelle, flussi ed ogni qualsivoglia strumento tipico delle società di statistica. Il cuore, nella sua accezione astratta legata alla sfera affettiva, sta perdendo la sua poesia e la sua carica emozionale. Si sta trasformando invece in un insipido titolo di Borsa soggetto a sbalzi improvvisi, a speculazioni, a dissertazioni adatte alle pagine de “Il Sole 24 Ore”, non certo ai sentimenti dei veri innamorati, con i loro patemi e i loro sogni luminosi.
Da festa degli innamorati a festa dei commercianti, con le loro furbizie ed astuzie mirate a massimizzare il profitto, a questo siamo arrivati. Di cosa ci sorprendiamo? San Valentino è solo uno degli specchi in cui si riflette la società in cui viviamo, sempre più materialista e mercificata, i cui protagonisti, cioè noi, sono incasellati in rigidi ed anonimi ruoli da interpretare ogni santo giorno, in una sorta di virtuale Matrix dove si nasce, si vive e si muore senza accorgersi che la vita ci scivola tra le dita nell’incapacità di coglierne i veri sapori. Corriamo su dei binari precostituiti, che ci portano solo in predeterminate stazioni, mentre il paesaggio scorre rapido e confuso all’esterno dei finestrini su cui stancamente appoggiamo le nostre teste martellate da messaggi subliminali.
Tiriamo il freno d’emergenza del nostro treno e corriamo liberi al di fuori di queste gabbie mentali, magari mano nella mano della persona che amiamo e con la quale ogni breve minuto è un prezioso ed irripetibile San Valentino.
La frontiera dei Pacs
13 February 2006
‘Il Prc avrebbe voluto i pacs nel programma dell’ Unione…, fa sapere Bertinotti all’indomani della presentazione del testo dell’Unione. ‘Siamo stati costretti ad un compromesso’, commenta il leader di Rifondazione. Contro la formula-compromesso scelta dai leader dell’Unione che punta a tutelare solo il singolo e non la coppia di fatto si scaglia anche la Rosa nel Pugno:’L'Unione ci ripensi’. Anche lo Sdi critica il compromesso: “i pacs sono la nuova frontiera di liberta”.
I pacs come nuova frontiera di libertà? A leggere tali affermazioni viene da pensare come il concetto di libertà sia sempre più confuso e bistrattato, un armadio pieno di vestiti da cambiare a seconda delle previsioni del tempo. Rispettando pienamente i diritti degli omosessuali, i pacs sembrano più che altro il crepuscolo del concetto di famiglia e dei suoi fondamentali valori intrisechi. Critichiamo con forza e spesso a ragione il mondo islamico, con tutti i suoi vincoli comportamentali e le sue rigide regole morali, ma bisogna ammettere che almeno i musulmani difendono con vigore le loro tradizioni ed i valori più profondi, come quello della famiglia e dell’educazione dei figli. Ci siamo mai chiesti se l’intolleranza che dimostrano verso il mondo occidentale non sia solo una questione di credo religioso, ma anche una più semplice repulsione per la nostra deriva libertaria?
Il confine tra conquiste dei diritti umani e sfaldamento dei doveri civici ed etici è un filo molto sottile e noi forse lo stiamo sfilacciando ogni giorno di più.
Little Amsterdam a Padova
10 February 2006
Ci vuol altro per copiare Amsterdam: quello di Padova è un quartiere a «luci rosse» in versione vorrei-ma-non-posso. Le signore che esercitano la professione più vecchia del mondo non stanno esattamente in vetrina. Si adattano, insomma, occhieggiando dalla finestra del tinello, al piano rialzato; o dal balconcino della camera da letto, se non fa troppo freddo. Fatto sta che, nella città del Santo, tra realtà e leggenda metropolitana, l’esercizio della prostituzione, concentrato in alcuni condomini di periferia nei pressi della Fiera, sta diventando un caso mediatico. E non solo, naturalmente.
Ammettiamolo, noi Italiani primeggiamo al mondo per inventiva, per creatività, per furbizia, per capacità di riuscire ad aggirare la legge ed i suoi divieti. Questa notizia di cronaca da un lato fa sorridere, perchè questi balconi osé paiono usciti da un’opera pirandelliana. D’altro canto ci fa riflettere sul fenomeno della prostituzione in Italia, che cresce costantemente di livello, nonostante tutti i patetici e confusi tentativi di arginare il problema.
Si vuole lasciare mano libera alle organizzazioni criminali che detengono il racket delle prostitute? Bene, non lamentiamoci se poi siamo invasi da persone dalla dubbia moralità e “senso civico”. Si vogliono lasciare le strade, le vie, le piazze allegramente frequentate ogni notte da un colorato e rumoroso tourbillon di venditrici di sesso e annessi clienti? Bene, poi non lamentiamoci del degrado delle città. Che ora però si arrivi al paradosso di avere interi condomini che di notte si illuminano ad intermittenza neanche fossero alberi di Natale in versione hard, con le statuine del presepe sostituite da donnine in guépières, forse questo è troppo, persino per un popolo preparato a tutto come il nostro. Vi immaginate quei poveri e arrabbiati inquilini che devono sopportare questo schifo? Che almeno si facciano pagare le tasse a queste gentili donzelle, così almeno a modo loro contribuiranno a rimpiguare le nostre malandate casse statali.
Per quanto riguarda la morale ed il rispetto dei valori, meglio abbassare le tapparelle e spegnere la luce in segno di lutto.
La verdura può uccidere
9 February 2006
Questo accade di solito, quando l’infinito amore per un figlio fa mettere da parte ogni difficoltà, ogni propria convinzione, ogni personale egoismo. Quando invece si è invischiati in una ragnatela idiologica quale, nello specifico, la cultura vegetariana e il culto della dieta a tutti i costi, allora l’amore e la coscienza si sgretolano. Emergono allora le gabbie mentali, che distorcono la realtà che ci circonda e ci fanno considerare il prossimo come un oggetto di nostra proprietà, verso cui tutto è lecito e giusto.
Cosa mai sarà frullato nella testa di questi due genitori quando i medici dell’ospedale hanno detto loro che l’autopsia ha accertato che la piccola pesava 4 chili e 400 grammi, quanto un bambino di due-tre mesi, che era pallida e priva di forze, che aveva masse muscolari ridottissime e a volte mancanti, che era anemica, che aveva quasi certamente una broncopolmonite. Tra una carota ed un sedano si saranno mai accorti che a causa della mancanza di forze la bimba non riusciva neppure a gattonare? Forse erano talmente preoccupati di non ingrassare che si erano dimenticati di quel frugoletto che strisciava per casa con tutte le sue insufficenti forze.
Ora ogni volta che avranno di fronte un bel passato di verdure si ricorderanno che le ideologie nuocciono alla salute, mentale e fisica. Per intanto una bimba di soli 9 mesi è passata a miglior vita, che delitto.