ahmadinejad.jpgIl presidente iraniano ha di nuovo definito l’Olocausto ‘un mito’: ’se vogliono trovarlo – ha detto – devono cercarlo in Palestina e Iraq’. Parlando davanti a una gran folla nel 27° anniversario della rivoluzione, Ahmadinejad ha chiesto perche’ in Occidente ‘c’e’ la liberta’ di insultare il profeta Maometto ma non quella di mettere in questione lo sterminio degli Ebrei’. Infine, ha detto che la politica dell’Occidente e’ ‘presa in ostaggio dai Sionisti’.
Se Ahmadinejad fosse un cittadino austriaco, per legge verrebbe direttamente incarcerato semplicemente affermando che l’Olocausto è un’invenzione. La sua fortuna al contrario è di vivere in una repubblica islamica dove tutto è concesso e lecito quando si affronta il tema “Israele”. Indipendentemente dalle idee che ognuno può avere riguardo al popolo ebraico, come si possono accettare in silenzio i deliri di questo pericoloso estremista? Perché qui è proprio di estremismo che si sta parlando, di bieco e cinico fanatismo che nell’arco della Storia ha prodotto delle autentiche carneficine quando ha indirizzato le azioni di chi deteneva il potere. Qui non ci si limita a sponsorizzare il negazionismo storico, ma ad offendere la memoria di milioni di innocenti trucidati solo per il loro Credo, deridendola quando la si paragona a dei disegni inanimati presenti in alcune vignette. E’ evidente che c’è qualcosa di molto perverso nel negare un abominio di cui esistono migliaia di documenti, di foto, di video, di testimonianze, affermando al contrario che l’Olocausto è avvenuto in Palestina ed in Iraq. In queste 2 Nazioni gli unici lager di cui si ha testimonianza sono quelli “gestiti” da Saddam Hussein, che fino a prova contraria ora è sotto processo per crimini nei confronti dell’umanità.
Ahmadinejad nella sua lucida follia (dall’esito incerto) sta giocando in modo spavaldo e arrogante, credendosi al di sopra di tutto e tutti e protetto dal suo amato Maometto. La spavalderia però non ha nulla a che fare col coraggio, dimostrato invece da tutti quei prigionieri che hanno vissuto in prima persona le sofferenze dell’Olocausto.
Se mai un giorno Ahmadinejad dovesse finire in disgrazia, la punizione esemplare per lui sarebbe quella di vivere per 2 anni ad Auschwitz, nelle stesse condizioni di chi ha frequentato 60 anni fa questo ameno e ridente luogo. Potrebbe anche portarsi una copia del Corano, così durante gli stenti che patirà forse capirà che pure Maometto non lo ama poi così tanto.

foibe.jpgLa mostra per ricordare le vittime delle foibe si farà lo stesso. Nonostante la mancata concessione dell’atrio della facoltà di Economia da parte dei vertici dell’ateneo. Gli organizzatori sfileranno, oggi, nel cortile di fronte alla sede universitaria a mo’ di uomini sandwich: con i cartelloni «censurati» al collo. Non accennano a diminuire le polemiche all’università Roma 3, dopo la decisione della preside della facoltà, Maria Paola Potestio, avallata dal rettore Guido Fabiani, di vietare la manifestazione in ricordo delle vittime trucidate tra il 1943 e il 1945: una mostra per un giorno organizzata dai giovani di «Azione universitaria», movimento studentesco vicino ad An, e dal «Comitato 10 febbraio».A indicare direttamente nel «magnifico» Guido Fabiani «il vero e unico censore» sono gli stessi studenti di «Azione universitaria». Ma lui, già assurto nel marzo scorso ai ranghi della cronaca per il caso «Coca Cola» (una delibera in cui, dopo un’ipotesi di boicottaggio, si scelse di «affiancare» alle bibita, nelle macchinette dell’università, anche prodotti del consumo equo e solidale), difende la sua scelta: «Nessuna censura. Siamo pronti a trattare questa materia, serissima, in maniera seria. Nessun problema a concedere spazi per iniziative che si addicano a un’università. La storia nelle aule va bene, ma la politica resti fuori».

Le elezioni politiche spesso e volentieri stimolano colpi di testa nelle persone affette da megalomania. Riescono a tirare fuori il peggio dai soggetti fortemente ideologicizzati. Riescono a far travisare persino l’evidenza. Riescono a tramutare in demoni feroci delleiniziative innocue e legittime. Riescono a trasformare un teorico eminente rappresentante universale della cultura in un estremista di parte qualunque. Il rettore Fabiani è a conoscenza del fatto che in una qualunque enciclopedia alla voce Storia, oltre ai lager nazisti e ai gulag staliniani si possono trovare anche le foibe? Tutti episodi tragici, violenti, terribili che rientrano tra gli orrori della storia della razza umana e che è giusto ricordare eternamente affinchè non si ripetano mai più. E questo indipendentemente dal colore dell’ideologia di cui erano impregnati.
Ma si sa, il 9 Aprile è alle porte e per qualcuno ogni minimo alito di vento ha valenza politica e rientra nelle subdole tattiche della campagna elettorale.
Si rilassi Dott. Fabiani. Si gusti una bibita ghiacciata, magari una pericolosissima Coca Cola, meditando sulle sue parole di fronte ad una foto di una foiba.